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C361 a Giffoni
Scritto da C361 - Cavesi Nati   
mercoledì 01 settembre 2010
Ultimo aggiornamento ( mercoledì 01 settembre 2010 )
 
Si riparte
Scritto da Cavatallo   
lunedì 30 agosto 2010
Le ferie, buon per chi le ha fatte in un certo modo, sono andate via; si riparte da dove ci eravamo lasciati e cioè dai campi dell'Atletico 2000 di Centocelle.
E' il destino di noi cavesi fuori sede, quello di ritagliarci uno spazio tutto nostro in una delle grandi metropoli del bel Paese e che ci vede sempre più numerosi abitanti di una città non nostra, ma che rendiamo tale con il nostro vivere di cuoio.
Dopo un mese esatto dall'ultima partita di calciotto, si ritorna a sudare dietro al nostro amato pallone; varie vicissitudini non hanno permesso il ripetersi della bellissima festa estiva sulla scia di quello che avvenne lo scorso anno durante il periodo ferragostano.
Ci stiamo dicendo, proprio in queste ore, che bisogna dare una sterzata e di quelle robuste, affinché questa splendida avventura iniziata tre anni fa, abbia un futuro:
alcuni di noi, come noto, sono impegnati in prima persona e con grande dispendio di energie, tempo e lavoro nel progetto dell'associazione Sogno Cavese, per cui a meno di clonazioni non è possibile fornire appoggio totale al gruppo, così come avvenuto nell'ultimo triennio negli eventi romani e metelliani.
Io sono convinto che sia giunto il momento che ci sia un giusto ricambio nel sobbarcarsi le iniziative  dei Cavesi Nati e che siano altri a prendere le redini in mano, sia settimanalmente sia mensilmente con le cene di rito, nonché dal punto di vista comunicativo con gli articoli in home.
Alla fine siamo una cosa sola, ma non sta a me affermarlo anche se lo penso convintamente.

Quest'anno ci risulterà molto difficile andare nel vivo dei racconti delle gesta dei nostri aquilotti, per tanti motivi, il principale lo conoscete ormai tutti ed è legato alla carta di credito del tifoso, che in maniera molto civile noi continuiamo a ripudiare e non sottoscrivere.
I motivi li abbiamo elencati più volte, il nostro forum è da un anno e mezzo bombardato da messaggi e di informazioni sui motivi del no; negli ultimi giorni poi abbiamo assistito all'ennesima sceneggiatura volta a far tesserare i tifosi, con il ricatto se ti tesseri assisti al derby, altrimenti te ne stai a casa. Io e molti come me per il momento ce ne stiamo a casa e chissà forse ritroveremo il gusto pure di ascoltare una partita alla radio e star bene ugualmente, come avvenuto ieri pomeriggio.
L'importante è non cedere ai ricatti, e mi rivolgo soprattutto al presidente onorario della Cavese, il quale ieri si è spinto oltre, invitando i tifosi cavesi a sottoscrivere in massa la carta del tifoso.
Lei, signor Spatola, deve imparare ancora a conoscere la nostra testardaggine, forse inutile modo di combattere il sistema calcio che ci vede fuori dagli schemi e non parlo solo degli ultras, ma non può copiare quello che hanno fatto a Nocera e pretendere gli stessi risultati, non è neanche il momento storico adatto.
Piuttosto si ricordi al momento opportuno, e cioè molto presto, che la Cavese è viva grazie ai nostri sacrifici e che tali sacrifici abbiano un seguito degno in seno alla società.
 

Noi non siamo loro.
 
Catello a Nocera
 
Quest’estate… devi cambiare!
Scritto da Bikkierone   
lunedì 26 luglio 2010
Che popolo gli italiani! Quante volte sento questa frase. Per strada, in tv o alla radio, come ci nascondiamo noi dietro queste quattro parole non lo fa nessuno. E ogni volta che le sento mi chiedo: "…ma perché gli spagnoli? i francesi? che popolo sono?" Non saprei, intanto noi siamo maestri nel trovarci un capro espiatorio a qualsiasi cosa ci succeda. L'Italia fa schifo ai Mondiali? Troppi stranieri nel nostro campionato. Ma perché quattro anni fa ce n'erano di meno? Allo stadio la gente non va per colpa degli ultras. Ma perché 10, 20, 30 anni fa non si picchiavano lo stesso? Non sarà dovuto al fatto che con il costo di un solo biglietto per me e la mia famiglia mi pago l'abbonamento alla pay-tv per l'intero girone di andata?
Oramai viviamo di routine. Ci siamo talmente assuefatti alle solite immancabili notizie che nemmeno ci facciamo più caso. Le guardiamo al tg con fredda e pericolosa indifferenza. I feriti per i botti a Capodanno, la turista cinese che si bagna i piedi nella fontana di Trevi, i vecchi che si rifugiano al centro commerciale per il troppo caldo, le stragi del sabato notte o i morti sulle autostrade durante l'esodo di agosto. Tutto recepito allo stesso modo. Anno dopo anno sempre le stesse cose e così nemmeno ci fai più caso.
Siamo freddi, indifferenti, impotenti. Cosi anche nel calcio. Ci ritroviamo a esultare per una promozione o per una salvezza acquisita dalla nostra squadra del cuore e poi dobbiamo combattere per iscriverci al campionato successivo. Nell'indifferenza generale scompaiono squadre blasonate che hanno fatto la storia del calcio affossate dai "furbetti del quartiere" di turno. E il popolo italiano? Reagisce con uno sconfortante "colpa della crisi" o un imbarazzante "ci sono cose più importanti per cui lottare". Il popolo cavese, invece, non è così. Quest'estate ha cambiato spiaggia e si è dato da fare. Perché da quest'anno non ci sia più nessuna estate "fallimentare". Perché ha capito che è ora di voltare pagina, è ora di cominciare a sognare...
 
Ultimo aggiornamento ( lunedì 26 luglio 2010 )
 
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