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Che poesia
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Scritto da bikkierone   
marted́ 12 gennaio 2010
Che poesia.

Un bacio di un innamorato, il sorriso di un bambino, l’abbraccio di un amico. Una cosa che accomuna queste emozioni è che non si possono descrivere. Semplicemente perché ad ognuno di noi danno delle sensazioni che non si possono paragonare a nessun altro essere umano, in meglio o in peggio. Questo è solo uno degli argomenti “filosofici” affrontati ieri sera nella macchina carica di ultras diretta a Pescara. Magari voi penserete che cinque uomini carichi di testosterone (e di vino di don Alfieri) affrontino discorsi di ben altro livello, e invece vi stupireste a sentirci parlare. Una buona dose di entusiasmo, per la verità, l’avevamo già in partenza. Complice il lungo periodo delle feste passate giù a Cava, anche se qualcuno di noi ha dovuto passare il 4 gennaio lontano dalla famiglia, perdendosi il famoso cenone della vigilia del 5, e complice la prima trasferta concessaci dopo tanti e assurdi divieti. Il morale alto ci faceva ben sperare nell’impresa; d’altra parte cosa aveva da perdere la Cavese? Giocare in casa di una pretendente alla B da ultima in classifica e in una giornata per loro da ricordare (BUBU VIVE). Il calcio è così, il pallone è variopinto….

Gasati dalla grande vittoria ottenuta dai nostri eroi di giornata, nel mentre che si attraversava l’alpenliebe (Appennino, ndc) son venuti fuori (quasi sempre dalla stessa fonte) argomenti davvero interessanti. Abbiamo scoperto di una graduatoria di presepi viventi, di una sorta di disfida tra le varie frazioni e di come sia offensivo paragonare quello di Sant’Anna a quello dell’Alessia. Abbiamo scoperto di avere uno sconosciuto in macchina che perde la voce prima della partita a bestemmiare al cellulare cosi che arriva al campo e può solo guardare. Abbiamo scoperto che per coinvolgere perfetti sconosciuti e invogliarli a venire in trasferta bisogna fargli il bagno con la bottiglietta d’acqua. Che bisogna redarguire la gente che “critica” la Cavese dicendogli di pensare a gridare e… starsi zitti… (“pienz alluccà e statt zitt!!!”). Insomma, abbiamo scoperto tante cose, per il semplice fatto di amare la stessa cosa. Amare la Cavese. Perché in effetti la sensazione che ci accomuna tutti è sempre la stessa, l’amore. Ed ecco perché questa trasferta, per noi, è stata pura poesia.

Grazie ragazzi. Onorate questa maglia e noi non vi lasceremo mai.

“Dulcis in fundo voglio confidarvi qual è il segreto. Il segreto.”  
                                                                                   Ferrara Alfonso, poeta.
 
Pescara Cavese 1-2
Ultimo aggiornamento ( luned́ 25 gennaio 2010 )
 
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