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Scritto da Cavatallo
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giovedì 04 febbraio 2010 |
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Il freddo di questi giorni non è riuscito a fermare il calore dei cavesi. Durante il fine settimana c’è stato un primo incontro tra ragazzi di buona volontà per parlare di “azionariato popolare” o qualcosa di simile; il nome di quello che vorrà essere non è importante, ma è importante l’obiettivo che ci andiamo a prefissare. La distanza che ci separa, anche idealmente, è notevole. Sono tante le differenze tra gli uomini, questo succede nella vita di tutti i giorni e a maggior ragione succede quando si parla di fare qualcosa per la propria squadra del cuore, e mi permetto cercando di restare il più umile possibile, per la città. Una premessa fondamentale, e qui è giusto entrare nel merito della questione, l’impegno dei C361 è finalizzato a riportare quanta più gente possibile vicino alla Cavese, per cui allo stato attuale delle cose, noi restiamo in attesa della modifica all’articolo 9 della legge 41/2007 (legge Amato) con cui poi si è arrivati alla tessera del tifoso. Per intenderci, l’articolo di legge di cui sopra è quell’abominio secondo il quale non potranno avere il titolo di accesso allo stadio coloro i quali sono stati destinatari nel passato di una sentenza legata al mondo dello sport e dello stadio (con valore retroattivo, ovvero chi ha sbagliato – anche se ha già pagato – non entrerebbe comunque). Per il momento ci fermiamo qui, anche perché la speranza è quella di incontrare e parlarne con quanta più gente è possibile…..la fretta non c’è, la cosa importante è fare le cose per il meglio. Come meglio ha fatto la Cavese domenica scorsa, di fronte una delle prime del girone, in una giornata piovosa e difficile da affrontare. Queste sono le giornate che a noi “malati” piacciono…..pochi sugli spalti, sotto la pioggia copiosa che poteva condizionare gli attacchi di chi aveva necessità di far punti; ed invece è andata bene. Annichilita letteralmente la Reggiana, che seppur lamentava qualche assenza di troppo, era sempre squadra di vertice ma non ha mai impensierito la neo-retroguardia biancoblu. Archiviata questa bella vittoria, non ci resta che salutare altri due calciatori aquilotti che hanno cambiato casacca e a cui vanno i nostri migliori auguri: Tarantino e Farina vanno via da Cava e pensare che quest’ultimo voleva andar via già due anni orsono, ma si fece di tutto per trattenerlo; di questi tempi però la politica societaria (a conoscerla) è cambiata. La pioggia di domenica non ha risparmiato neanche la celebrazione del matrimonio di due C361. Gio, dopo l’esperienza romana è rientrata a Cava per amore: si non ci crederete ma c’è ancora chi crede in questo sentimento così bistrattato; la nostra gioia è doppia e le nostre felicitazioni a chi come voi rappresenta un esempio da custodire gelosamente. L’amico Antonio “predicator” dopo una notte difficile, è stato impeccabile all’appuntamento, così come in questi mesi si è dimostrato attaccato a questo gruppo, non facendo mancare mai il suo appoggio in tutte le iniziative che ci vedono coinvolti. Auguri per una felice vita insieme e, come ci suggerisce il capellone di Pomezia, C361 maschi!!! |
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Scritto da Cavatallo
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lunedì 25 gennaio 2010 |
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La Cavese siamo noi....siamo noi....solo noi.....
Quante volte abbiamo ascoltato questa canzone allo stadio. Quante volte qualcuno di noi l'ha cantata questa canzone! Ma in realtà è così? Qualche volta il dubbio mi assale, trattato come un semplice cliente di un supermercato, debbo ammettere che di questi tempi faccio fatica a rendere mie queste parole. Eppure il nostro incrollabile amore per la maglietta blufoncè, l'incondizionata fede verso chi indossa quella maglia e per questo rappresenta la mia città, mi fa dimenticare la scarsa considerazione che abbiamo noi malati biancoblu agli occhi di chi guida la nostra società di calcio. Il valore sociale che oggi può rappresentare la S.S. Cavese Calcio è inestimabile, per tanti motivi, ma uno su tutti è quello di accomunare un'intera città, che in essa si riconosce senza distinzioni di classi sociali e per essa riesce a gioire e soffrire....e lo sappiamo bene quanto!
La lettera che in questi giorni i nostri calciatori hanno fatto pervenire agli organi di informazione, dove gli stessi lamentano il mancato pagamento di quanto gli è giustamente dovuto, non dev'essere oggetto di strumentalizzazione, troppo facile solo ora, ma può e deve rappresentare uno stimolo per tutta la città, e non solo la città tifosa, affinchè il patrimonio sociale che la novantenne squadra di calcio cittadina non vada perso. E' la volta buona che, a dispetto dei giochi di potere e di rendiconto personali in tempi di elezioni come questo, i cittadini cavesi diano un segnale di ribellione.Il nostro gruppo si rende disponibile ad intavolare un discorso serio sull'azionariato popolare che vede coinvolte altre realtà in Italia, anch'esse all'inizio di questa avventura.Nel frattempo si è perso a Ferrara, una squadra ancora una volta incapace di buttare la palla dentro la porta avversaria, uno scontro diretto da affrontare forse con maggiore tranquillità, senza pensare a cose estranee al rettangolo di gioco, ma così non è stato. Gli unici ancora una volta a non perdere sono stati loro, i magnifici tifosi aquilotti, che nonostante la situazione di classifica, la distanza e il freddo pungente erano in buon numero e non hanno mai smesso di cantare. La differenza!
Per la serie noi non ti lasceremo mai sola, anche quest’anno siamo vicini alla famiglia Manzo e alla piccola Arianna; il ringraziamento va ai partecipanti al Fanta C361 edizione 2009/2010, che hanno donato una parte della loro iscrizione in favore della piccola cavese. Grazie!
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Ultimo aggiornamento ( lunedì 25 gennaio 2010 )
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